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La sostenibile leggerezza dell’impiegato pubblico: “ruba ma viene reintegrato con gli arretrati”.

Il miracolo si perpetua ancora una volta, il sangue di San Stato si scioglie e fra i flutti emerge glorioso l’ennesimo impiegato fu ladro, ora redento e pronto a riprendersi il gioioso stipendio da impiegato pubblico.

Il caso di redenzione, una come tante, questa volta sgorga fra gli sportelli delle Poste Italiane. Per i dettagli si può consultare l’articolo su repubblica  VAI . Sarebbe vecchio di qualche settimana ma perché correre dietro agli eventi di fronte a questi fenomeni ormai immateriali, fuori dal tempo?

In questa storia tutto è straordinario e quindi parlare di miracolo non è fuori luogo. E’ straordinaria e paradossale la sentenza perché esplode con un imprevedibile: “si è fatto tardi..”, è straordinaria la reazione della comunità civile perché difficile da rilevare, ancor più delle onde gravitazionali, è straordinaria la candida spudoratezza del redento che condivide con il prossimo la propria contentezza.

Ora credo che sia giunto il momento di dire delle cose inutili e ridicole, tutte in fila: è una sconfitta dello stato, è una vergogna, è un affronto per un operaio rimasto senza lavoro,  ma perché la gente non reagisce? la politica dove sta? STOP.

La vera domanda utile è: “come può essere successo che persone, tutto sommato normali, al massimo assunte con qualche innocente raccomandazione o broglio, siano diventate intoccabili, più dei politici, più di un mafioso?”. Come si è arrivati a tanto? Perché siamo di fronte a qualche cosa che è persino difficile da descrivere.

E’ come se nel Far West una comunità di allevatori riuscisse finalmente ad acciuffare il ladro che porta via cavalli e bestiame e invece di impiccarlo gli regalasse i capi che non è riuscito a portar via. Ecco mi immagino un cantastorie edotto dell’evento raggiungere un’altra comunità di allevatori e quindi tentare di raccontare la storia del ladro accolto a pacche sulle spalle e regali. Mi immagino gli inutili sforzi spesi nel tentativo di farsi credere.

Eppure questa verità non raccontabile, impensabile, indescrivibile, indecifrabile è nella nostra società normale, attestata da un supremo rappresentante della giustizia italiana.

Come si è arrivati a tanto?

Proviamo a respirare, a creare silenzio intorno a noi e proviamo a cercare una risposta. Fatto?

Bene, vi devo dire la mia.

Io credo che ce ne sia una sola che regga, ovvero che i componenti del settore pubblico, più o meno consapevolmente, sono parte di un unica grande lobby che trova la sua grande forza nel sistema elettorale per delega. Anche il giudice è un dipendente pubblico e anche lui si sente parte della grande lobby, ma non ha dovuto fare una grande fatica per salvare il suo “compagno”, altri componenti della lobby gli hanno già preparato il terreno, anno dopo anno, conquista dopo conquista.

Il sistema elettorale per delega, quello attuale, è sensibilissimo alle concentrazioni numeriche e la lobby del settore pubblico ha un potenziale di influenza inattaccabile, si parla di un indotto di influenza del 25-35% dei votanti. Sono anni che non ho il piacere di sentire un partito che prende di petto la straordinaria differenza di diritti e privilegi che dividono il pubblico e il privato. Nessun partito che abbia ambizioni di potere si sogna di non corteggiare il comparto pubblico. Ecco allora che il sangue di San Stato si scioglierà ancora tante altre volte.

Nel mio saggio “La via fluida e il federalismo dei bisogni” cerco di spiegare perché, se si vuole fare dei passi avanti nella giustizia sociale, nella crescita di civiltà, non si può prescindere da trovare un’alternativa al sistema elettorale attuale basato sulla delega, che premia inevitabilmente le grande lobby, oltre a essere inefficiente, impotente, foriero di sprechi, inadatto alla modernità, irrilevante.

Cerco appunto di proporre delle soluzioni e soprattutto qualche anima che abbia voglia di aprire con altri e perché no con me dei nuovi percorsi politici.

#federalismobisogni #statoazienda #ricattoterritoriale #ideenuoveinpolitica #sistemaelettorale

“La via fluida e il federalismo dei bisogni”

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Impiegato delle poste ruba ma viene reintegrato

 

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